Metanfetamine e Fatturazione Elettronica Perchè la Fatturazione Elettronica is the new Metanfetamina

Ci sono volte in cui nei laboratori farmaceutici vengono in mente delle genialate. Delle metanfetamine e delle madri anfetamine si parla dal 1887. L’uso medico comincia dal 1930 e fino al 1972 potevi acquistarle in farmacia senza ricetta, casa di produzione Recordati. Ha funzioni neurostimolanti ed anche euforizzanti, annulla il senso di fatica, si impiega nel deficit di attenzione e iperattività, è un anoressizzante ed antidepressivo. Il nome commerciale della prima sostanza era “Simpamina”, sempre della Recordati.

Il processo avviene per sintesi e le sostanze sono tutte legali e a basso costo. Puoi tranquillamente comprarle e farti la tua metanfetamina in casa ad uso e consumo personale improvvisando un laboratorio nel garage di casa: quante attività sono nate nei garage!? Puoi anche spacciarle e guadagnarci dei bei soldoni. Ci fanno pure le serie televisive tipo Breaking Bad. Altro che startup innovative!

La produzione e lo spaccio è consentito alle case farmaceutiche per legge, l’acquisto su indicazione del medico. Ma tu vuoi giocare al “piccolo chimico” dopo che sei stato nel deep web – neanche tanto deep -, hai seguito il tutorial e ti vedi come il prossimo Montana di “Scarface”, anche se a stento ricordi le ossidoriduzioni in chimica al liceo. Lì, proprio lì, ti fumavi un po’ di maria, quindi hai imparato a tue spese che significa “modica quantità”, i vari controlli etc etc. e che esiste un manuale delle sostanze marchiate come illegali. Dai, un po’ di sballo non ha mai fatto male a nessuno, solo a quelli che ne spacciano e ne consumano personalmente troppa, e che per questo sono finiti presi dai “gargamella” o dalla “gatta mammona”.

Quindi il ragionamento è: se le sostanze base che si usano sono legali, lo è anche se non è citato nel famigerato manuale. Finchè non mi prendono posso spacciare; se mi prendono devono dimostrare la tossicità perchè droga sintetica e quindi pesante, e se non muore nessuno meglio o le cose peggiorano perchè esiste la prova provata di tossicità. Figurati poi se quel pirla che la compra si fa il mix con l’alcool, saranno problemi suoi se schiatta.

Beh, il ragionamento logico non fa una grinza, ma incontra le resistenze di qualcosa chiamata “Legge”, che è abbastanza chiara per molte cose: su chi può produrre droga e per quali usi, con che modalità deve assicurare la produzione, il monitoraggio e il controllo; chi sono gli enti deputati alla distribuzione; in quali casi la somministrazione avviene in farmacia e in quali, invece, presso strutture ospedaliere; chi sono i destinatari finali e per quali specifiche patologie è proprio necessaria; le protezioni per chi lavora a contatto con i diversi attori. Tecnicamente il processo è sotto controllo, l’anello più debole è il medico, il paziente. Poi in tutta questa catena qualcosa non funziona e gli attori coinvolti a vario titolo intervengono con i propri contributi, cercando di raggruppare casistiche eterogenee. Si passa al problema politico, amministrativo, gestionale: un po’ difficile da inquadrare e meno da disciplinare per la molteplicità di interessi di ciascuna parte. Da questo punto di vista, la modifica e/o sostituzione di pratiche consolidate nel tempo è abbastanza complessa perchè frutto di continue mediazioni, passi indietro, voltafaccia,balletti vari: davanti lotta alla droga, dietro ci si adegua, e magari si consuma anche, le cronache giornalistiche ne sono piene.

La fatturazione elettronica 2019 “is the new” metanfetamina. L’obbligatorio adempimento con data 1 luglio 2018 poi slittato con prima proroga al 1 gennaio 2019 ha spaccato in due la nazione delle Imprese e dei Consulenti, tra Fautori e Contrari, Innovatori e Neoluddisti, esattamente come liberalizzare o meno la droga: qui, mentre si discute, si spaccia; lì, mentre si discute, si procede ad adeguarsi, un obbligo è decisamente un obbligo ed il cliente ha solo bisogno di una scusa per piantare il proprio consulente e migrare altrove, dove fanno meno problemi e agiscono più in fretta, aprono laboratori e si aspetta la condanna di Agenzia delle Entrate.

Perchè il punto focale è proprio questo. Come la droga, il problema è la regolamentazione della produzione, distribuzione ed uso. Le ragioni dei due fronti, del Sì e del No, a ben considerare, sono del tutto pretestuose se prese su posizioni assolute e decontestualizzate. Per i primi del Sì, la lotta all’evasione fiscale in un Paese con il più alto tasso di prelievo, l’emersione del nero, la lotta a fenomeni collaterali di cui si è perso il controllo – riciclaggio – suonano come una perdita. Per i secondi del No, la privacy e la protezione e tutela dei dati personali e commerciali in una Paese che non ha mai fatto mistero se non solo per le stragi di Stato e per i presunti accordi Stato – Mafia, l’introduzione graduale e scaglionata nel tempo di 4 anni con agevolazioni fiscali per imprese ed un regime premiante per i professionisti, che intendono trasformare un software in un bene strumentale, suonano come una chiamata alle armi per l’Armata Brancaleone nel Paese di Pulcinella.

Allarghiamo la lente per afferrare il quadro di insieme, focalizzandoci sul sistema in cui la fatturazione elettronica è coinvolta: che il sistema sia da riformare è fuor di dubbio, se le norme che lo regolano consentono delle vere e proprie asimmetrie tali che il rimedio è peggiore del male a condizione che il vero male sia individuato, un po’ come le sostanze che non si sa se siano tossiche o meno ed intanto si spacciano. Questo autorizza comunque l’imprenditore ad evadere e riciclare, perchè il meccanismo è per sua stessa natura premiante. In un ambiente simile, obblighi quali la fatturazione elettronica, l’antiriciclaggio e la privacy cessano di essere “variabili” o, meglio, “incognite” e diventano modelli di controllo dei flussi,cambiando le politiche, sconvolgendo processi, attuando un cambiamento per sostituzione delle asimmetrie che hanno consentito la creazione di una economia parallela. Chiariamo: economia “parallela” non vuol dire necessariamente “occulta” o “illegale”, vuol dire semplicemente anche “non normata” ed avallata dalla prassi e dagli usi. Una asimmetria che il sistema osmoticamente recepisce e che viene successivamente regolamentata fa emergere comportamenti irregolari, illegittimi, non conformi, fuori standard perchè è la norma che li qualifica come tali, un po’ come il manuale delle sostanze tossiche. Qualunque cosa fuori da uno standard o processo di controllo è in ogni caso una perdita di denaro indipendentemente dal soggetto che controlla quella fasi di processo.

Per tornare alle droghe sintetiche è come dire: fino ad adesso sapevamo chi, come, dove, quando e quanto spacciavate e quanto rendeva la cosa sul mercato libero. Ora mettiamo sotto controllo tutto entro un certo limite di tempo: chiunque produce, distribuisce, utilizza deve avere alcuni requisiti.

Panico totale! I laboratori di produzione si devono adeguare (imprese), grandi o piccoli che siano; anche i tecnici di laboratorio (commercialisti), per i quali non basta nè il tutorial da deep web (neanche tanto deep), nè la certificazione un tanto al chilo che si vuole introdurre e si sono creati un laboratorio per la sintesi nel proprio studio; i fornitori (software house) si limitano ad aggiungere attrezzature (patch) a caro prezzo a quelle già esistenti, verticalizzando mercato ed offerta. Rimane fuori qualità e quantità: droga leggera/pesante (tipologia e sicurezza); modica/grande quantità (volume delle fatture), sanzioni amministrative, civili e penali. Il mercato è appetitoso per tutti e nessuno vuole rinunciare alla fetta della propria torta dopo aver messo su un laboratorio di produzione e spaccio, ma vuoi mettere le sanzioni?! In questo senso intervengono le parti rappresentative a difesa (sindacati, associazioni di categoria) e mentre loro discutono intorno a tavoli operativi ed imbanditi, l’impresa è lì che investe per essere a norma nel momento dei controlli, cui ha fatto il callo. Solo che l’impresa si assume sempre la responsabilità di quello che fa, il professionista ci tiene mica tanto se è il consulente di laboratorio di Tony Montana che produce in maniera sconsiderata metanfetamina, aka fatturazione elettronica. Questa responsabilità se la deve prendere pur qualcuno, ma chi?

Non certo un Governo, il cui obiettivo è demolire i percorsi politici sin qui svolti motivandolo con un presunto revisionismo, in cerca di facili consensi retti da un contratto a termine, che attua un compromesso politico di stabilità con associazioni di categoria e sindacati per una proroga a sei mesi per farsi avallare una manovra di bilancio ed una militarizzazione del fisco e, per giunta, decisamente antieuropeista. Questo Governo ha due date, marzo 2019 perchè i primi effetti politici della manovra si manifestino preludendo al consenso elettorale delle Europee, e maggio 2019 per l’introduzione dei controlli digitali a tappeto da parte dell’Agenzia delle Entrate. Gli investimenti sono fatti, una proroga o una introduzione graduale dell’ e-invoicing allunga i tempi ed aumenta i costi sommersi, perchè non si trae utilità immediata dal processo di dematerializzazione. Inoltre se vale il principio per cui è impossibile uscire dall’Unione Europea, si può tuttavia smantellare o ridisegnare il perimetro di quella normativa di recepimento su cui si afferma l’autonomia dello Stato Sovrano nel proprio territorio.

Non certo un sindacato o un’associazione di categoria. Non può permettersi di perdere la faccia davanti ai propri iscritti ammettendo che il compromesso politico stipulato ha comportato una dequalificazione dell’istituzione, l’ennesima nel tempo, e poi, tanto, la memoria degli iscritti sarà cancellata da qualche altra droga. Inoltre ci sono sempre ben altre priorità di sopravvivenza.

Non certo chi trae un utile comunque, ne va del concetto di capitalismo,libero mercato, bla bla bla. E’ come ribadire la propria sfera di operatività e competenza nel processo di produzione della metanfetamina.

Rimane l’Ente Indipendente, il Garante di qualche cosa, il Magistrato di Settore, quello che garantisce che è tutto corretto dall’inizio alla fine. Quando si pronuncia, l’Ente Indipendente è inattaccabile perchè tale. Non è espressione di alcuna volontà politica. E’ un controllore e come tale ha questa responsabilità di segnalare non conformità, di poter ribadire come esso abbia quella funzione di garanzia, protezione e tutela di ultima istanza.

In Italia è invalsa la pratica che la questione dirimente sia attribuita all’organo giudiziario come necessaria per procrastinare nel tempo una soluzione che nel breve termine è indegna ed indecorosa per le parti o almeno una di esse. Uso distorto invero. Quindi perchè non interrogarlo e sapere che ne pensa, presumendo una violazione in merito alla sua sfera di competenza? Ben venga l’Antitrust e il Garante Privacy.

A giochi fatti, sulla fatturazione elettronica, l’Antitrust si è pronunciata su pratiche commerciali scorrette delle case software, un po’ come se la polizia ti dicesse che non devi sconfinare in territori controllati da bande rivali. Il comunicato del Garante Privacy in risposta ai reclami, invece, cade in un momento storico preciso, perde la sua pronuncia tecnica e suona come un messaggio politico, uno scarico di responsabilità, e a tratti un sospetto di incompetenza esattamente sulla materia su cui è chiamato ad esprimersi. E’ la prima volta che utilizza il c.d. “potere correttivo” e lo fa con criteri generalisti non squisitamente tecnici, nè propone soluzioni al problema comunque risolto dal GDPR. Le perplessità alla sua lettura nascono dal fatto che: per quanto riguarda Agenzia delle Entrate, i sistemi e i canali di trasmissione sono cifrati e protetti; le finalità di archiviazione, controllo erano meccanismi previsti precedentemente adeguati alla normativa del D. Lgs. 196/2003 (integrato, non abrogato, dal D. Lgs. 101/2018), per cui tali soggetti erano esplicitamente autorizzati ad accedere ai dati in fase di controllo; per quanto riguarda gli intermediari abilitati, l’attuale GDPR ridisegna il processo di protezione e tutela dei medesimi che non esisteva nella precedente normativa ed i meccanismi di allocazione e di responsabilità, ovviamente più stringenti, oltre alle famigerate sanzioni. Tale trattamento, sostiene il Garante, è ritenuto “sproporzionato” rispetto all’obiettivo di interesse pubblico, tra l’altro è ben perfettamente delineato nei “Consideranda” del Regolamento UE 2016/679. Esiste una scadenza però: il periodo di esenzione dalle sanzioni da GDPR che comincerà a maggio 2019 già citato. Altra osservazione: il Garante Privacy si appoggia al Nucleo Operativo Privacy della Guardia di Finanza per i controlli in base al novello Protocollo di Intesa. Anche Agenzia delle Entrate si appoggia alla Guardia di Finanza. Quindi il comunicato all’Agenzia delle Entrate si può interpretare come un avviso bonario a raddrizzare alcuni aspetti operativi entro i prossimi sei mesi prima di essere sommersi dai ricorsi per violazione dei dati personali di e da parte di terze parti in merito ad operazioni di controllo specifiche sul contribuente. Per la serie: cara Agenzia delle Entrate, se commetti errori di ispezione sui dati o violazioni di privacy, il Garante non può proteggerti e ti deve comminare le sanzioni creando un corto circuito istituzionale, mettendo in discussione la sua Autorità Indipendente.

Questa pronuncia ha euforizzato metanfetaminamente il fronte del No e depresso quello del Sì. In entrambi i casi la droga ha dimostrato il suo principio attivo. Ad oggi i commenti sui social si interrogano sull’uso, ma sono lontani dal dire che l’hanno provata a regime beneficiando dell’effetto anoressizzante del lavoro di studio e che quindi ha annullato il senso di fatica, aumentando la focalizzazione ed attenzione su altre attività. Ci si chiede cosa accade quando l’effetto svanisce. Semplice, si torna a terra.

I leit motiv da Pubblicità Progresso ritornano trasformati: da “Dì di no alla droga, caleranno i prezzi” a “Dì di no alla fatturazione elettronica, le software house chiuderanno”.

Ma Pulcinella è troppo sballato, con il naso sporco di neve e l’Armata Brancaleone non sa usare le nuove armi.

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